Stavo pensando a quanto sia poco utilizzata, sentita, ascoltata e scritta la parola “esperire”.
Su questa riflessione ho scritto un post su Facebook.

Esperire cosa significa?

Nella quasi totalità della nostra vita si esperisce.
Fin da quando nasciamo esperiamo in modo pressoché naturale, ci facciamo male perché siamo curiosi ma solo così impariamo.
Non sempre ci viene in aiuto quel qualcuno che ci dica delle cose per trasferire la sua esperienza, perché questa non si può trasferire verbalmente.
 
A voce si può trasferire conoscenza, la teoria di cose, processi, procedure, effetti. Ma poi bisogna esperire.
 
Esperendo formi la personalità, il carattere, ti crei contesti, costruisci quello che poi sei ad un certo punto della vita.
 
Esperire significa avere delle risposte dalla realtà, non dalle tue aspettative.
 
Le aspettative sono un indirizzamento teorico, una tendenza, sono “ciò che vorremmo”.
Esperire è mettere alla prova le aspettative e bisogna farlo nella vita sempre, mai privarsi, perché poi in base a dove ti trovi, a quale età ti ritrovi e a cosa stai facendo, dovrai fare i conti con quanta esperienza hai fatto e non hai fatto.
 
La maturità è l’unità di misura di quanto hai esperito nella vita. Se non esperisci sei immaturo.
 
Più esperisci più ti arricchisci.

Esperente è ognuno di noi

Trovo una connessione diretta con il Digital Marketing nella misura in cui questo è un ramo del marketing in cui esperire (o sperimentare se suona più familiare) è la base su cui poggia qualunque attività.

Il Digital Marketing raccoglie azioni e strumenti non derivati da una letteratura scientifica che viene poi considerata una sorta di guida spirituale che se non rispettata fai peccato.

Discipline come la SEO, ad esempio, sono in continua evoluzione perché sottostà ai cambiamenti di pochi attori, anzi che per il 98% dei casi è uno solo: Google.

Lo stesso motore di ricerca Google, è pieno di guide, opinioni di esperti SEO che in base ai loro esperimenti lo sono diventati. Ma quando loro raccontano di come hanno raggiunto i risultati, chi li legge o ascolta quasi sicuramente non avranno gli stessi risultati anche se seguono esattamente il metodo. Perché accade?

Proprio perché l’esperienza non si può trasferire verbalmente.

I loro racconti possono e devono essere presi come case history indubbiamente, per crearci le nostre aspettative in base alle quali andremo ad operare. Però poi la realtà è un’altra. Seguire un metodo in questi casi non è altro che esperire.

Bisogna studiare gli effetti delle nostre azioni, rispondere a nostra volta, ri-operare secondo le nostre intuizioni che naturalmente avremo dopo aver acquisito le necessarie informazioni e dopo aver sviluppato le nostre competenze digitali.

Ognuno di noi diventa un potenziale raccontastorie, con la propria case history da pubblicare, con la propria esperienza che non si può pretendere di trasferire. Il senso è che ciò che succede a noi non è matematico che possa o debba succedere ad altri anche copincollando il metodo che abbiamo adottato.

Esperire significa provare, riprovare, diventare unici.